VERSO LA NOSTRA BANCA JAK
Il 28 novembre a Brescia abbiamo lavorato intorno al progetto della futura cooperativa. I lavori per la costituzione sono avviati.
Per tutelare al massimo la nostra futura JAK abbiamo reputato più prudente interpretare in maniera restrittiva le norme del Testo Unico Bancario, quindi è possibile che in un primo momento i destinatari dei prestiti possano essere solo i soggetti titolari di partita iva. Tutti potranno comunque contribuire a formare il fondo comune cominciando ad accumulare punti risparmio.
Per aiutarci a reperire elementi utili saremo grati a chiunque vorrà partecipare al breve sondaggio che trovate QUI
INCONTRI E COMUNICAZIONI
Verranno organizzati 3 incontri informativi a Milano, Roma e Torino. Luoghi e orari saranno comunicati via mail appena possibile.
Franco Fratto ha lasciato l’incarico di coordinatore del gruppo comunicazione che è stato assunto da Mattias Cocco.
Banche Jak parlano al Klimaforum di Copenhegen, noi c’eravamo, è intervenuta infatti Ivana Massaria, Vicepresidente della nostra associazione.
Visto il successo del convegno di Torino dello scorso anno in primavera ne organizzeremo un secondo presumibilmente a Como.
La prossima riunione operativa si terrà a Milano il 23 gennaio 2010.
CHIAMAMI! ANZI NO, FAMMI UN BONIFICO
Nei paesi poveri la scarsità di sportelli bancari limita lo sviluppo economico. Il problema è stato risolto grazie ad un servizio che permette di inviare e ricevere bonifici tramite sms. In Kenya il servizio raggiunge 3,5 milioni di persone con un giro d’affari di 290 milioni di euro.
Secondo uno studio realizzato da Cgap e Gsma si stima che entro il 2012 i servizi finanziari in mobilità nelle economie emergenti raggiungeranno un valore complessivo di 5 miliardi di dollari. In Europa si inizia dall’anno prossimo.
INDIPENDENZA. DA CHI E PERCHE’
La commissione finanze della Camera USA ha approvato a fine novembre, con 43 voti a favore e 26 contrari, un emendamento che impone alla Federal Reserve di essere monitorata dal Government Accountability Office. La maggior parte del mondo accademico americano vede in questa supervisione un cavallo di Troia per minare l'indipendenza della banca centrale.
Ma che differenza c’è tra indipendenza e imparzialità? In che modo un organismo non democraticamente eletto né ampiamente partecipato può fare l’interesse di tutti?
L’INDIPENDENZA LE BANCHE CE L’HANNO GIA’
Secondo una ricerca dell'agenzia Bloomberg, negli ultimi due anni, 353 istituti di credito hanno aumentato le loro attività. Tra loro 15 hanno addirittura superato il prodotto interno lordo nazionale (nel 2007 erano 10). Il valore degli asset della francese Bnp Paribas, per esempio, dal 2007 a oggi è cresciuto del 59%, raggiungendo l'astronomica quota di 2 mila e 290 miliardi di euro (il 117% del Pil francese). La britannica Barclays ha fatto segnare un +55% e ha iscritti a bilancio asset per mille e 550 miliardi di sterline (il 108% del Pil britannico). Quelli di Banco Santander sono pari al prodotto interno lordo spagnolo a quota 1,08 mila miliardi di euro.
“FACCIAMO FINTA CHE TUTTO VA BEN”
Le condizioni dell'economia americana hanno continuato a migliorare, anche se «in modo modesto» tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, ma la debolezza del mercato del lavoro e del settore immobiliare commerciale continuano a fare da freno alla ripresa.
È quanto si legge nel Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell'economia americana che la Federal Reserve pubblica ogni sei settimane, e che ha messo in luce «un moderato miglioramento» dell'attività edilizia, in particolare nelle vendite delle case, e un «moderato rialzo delle spese per consumi», con i negozianti che dovrebbero riuscire a ridurre le scorte durante la stagione natalizia.
FAR WEST… NEAR WALLSTREET
Alla Goldman Sachs hanno paura e i dipendenti chiedono porto d'armi
"nel caso in cui qualche populista malintenzionato si azzardasse a fare irruzione nella loro sede".
E' l'emblema della mentalita' "wallstreetiana", sostiene Alice Schroeder, autrice di "The Snowball: Warren Buffett and the Business of Life" e ex manager della Morgan Stanley. A questa gente piace pensare che, sebbene siano stati aiutati, rimangono dei veri duri, dei Clint Eastwoods della finanza, con in una mano un pugno di dollari e nell'altra la pistola "L'ultima cosa che vogliono" conclude la Schoreder, "è essere pagati equamente".
LE BANCHE SONO SALVE. SALVIAMO ANCHE L’ECONOMIA?
Eric Maskin, premio Nobel 2007 per l'economia, a margine del convegno 'Nobels colloquia' a Trieste, ha affermato di credere "che il problema dei fallimenti bancari sia ormai più o meno superato. La questione vera a questo punto è che il sistema bancario ha un peso così preponderante sul sistema finanziario globale. Temo che debba trascorrere ancora molto tempo prima di potere assistere ad una ripresa".
nl_jak_dic09.pdf
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